Statuto e Codice Etico

Articolo 1

É costituita l’Associazione Italiana di Chirurgia Plastica Estetica (A.I.C.P.E.).
L’Associazione, apolitica e aconfessionale, non persegue fini di lucro ed ha per scopo:

  1. tutelare i chirurghi plastici che effettuano la chirurgia estetica in ogni ambiente: libero-professionale, ospedaliero ed universitario;
  2. disciplinare l’attività professionale dei Chirurghi Plastici Estetici sia per quanto attiene l’attività sanitaria, sia per quanto attiene le norme etiche di comportamento;
  3. rappresentare i Chirurghi Plastici Estetici in tutte le sedi istituzionali, scientifiche, tecniche, politiche ai diversi livelli istituzionali, regionali, nazionali e comunitari, per la tutela dei diritti della categoria e del ruolo della figura del Chirurgo Plastico Estetico;
  4. promuovere l’elevazione culturale e scientifica degli iscritti;
  5. elaborare linee guida condivise, promuovere gruppi di studio, svolgere attività sindacale, e, collaborando con le istituzioni pubbliche, fornire servizi agli associati utili per la propria professione.

L’associazione potrà agire inoltre in giudizio a nome proprio, ma nel loro interesse ed a tutela dei diritti e degli interessi legittimi di tutti o parte degli associati.
L’associazione potrà istituire l’Albo professionale nazionale della categoria e ne curerà la tenuta, verificando il possesso dei requisiti professionali ed etici dei richiedenti l’iscrizione.
L’associazione predispone il codice etico, vincolante per tutti gli associati.
Per il perseguimento dello scopo sociale, l’associazione potrà istituire commissioni di studio e ricerca, anche con la partecipazione di membri esterni all’associazione, purché di elevata qualificazione professionale e scientifica; potrà inoltre istituire corsi di formazione e manifestazioni tecniche e scientifiche dirette alla elevazione professionale della categoria ed alla sua promozione e conoscenza anche presso il pubblico; istituire borse di studio, premi ed altre forme di incentivo; potrà svolgere attività editoriale, limitatamente al perseguimento dello scopo sociale, in particolare per quanto attiene alla tutela e promozione della figura del Chirurgo Plastico Estetico.
La durata dell’associazione è illimitata.

Articolo 2

L’Associazione ha sede legale in Roma.
Il Consiglio Direttivo può trasferire l’indirizzo della sede sociale nell’ambito dello stesso comune e istituire e sopprimere sedi secondarie uffici amministrativi e/o di rappresentanza in Italia e all’estero.

Articolo 3

I soci dell’AICPE sono i Laureati in Medicina e Chirurgia che abbiano conseguito il titolo di Specialista in Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica o che abbiano titolo idoneo a dimostrare la loro qualificazione nella specialità. I Soci possono essere libero professionisti, universitari od ospedalieri, che dimostrino competenze specifiche ed interessi significativi nella CHIRURGIA PLASTICA ESTETICA, e che esercitino la professione nel rispetto dei principi fondamentali di etica e deontologia professionale.

  1. Sono Soci Ordinari di quest’Associazione i laureati in Medicina e Chirurgia che abbiano conseguito:
    - la specializzazione in Chirurgia Plastica, da almeno tre anni
    - ovvero titolo equivalente rilasciato in altro stato membro dell’Unione Europea, conformante alle norme comunitarie sul riconoscimento dei diplomi e dei titoli abilitanti all’esercizio delle professioni, da almeno tre anni, ovvero titolo equivalente rilasciato in stato non membro UE, ma riconosciuto con decreto dal Ministero della Salute Italiano.
    I Soci Ordinari hanno diritto di voto e hanno diritto a partecipare alle cariche elettive della società.
  2. Sono Soci Effettivi di quest’Associazione i laureati in Medicina e Chirurgia che non abbiano conseguito la specializzazione in Chirurgia Plastica, ma abbiano titolo idoneo a dimostrare la loro qualificazione e competenza in Chirurgia Plastica Estetica da almeno otto anni.
    I Soci Effettivi hanno diritto di voto e hanno diritto a partecipare alle cariche elettive della società.
  3. Sono Soci Aspiranti, i laureati in Medicina e Chirurgia i quali da meno di tre anni abbiano conseguito la specializzazione in chirurgia plastica, ovvero titolo idoneo a dimostrare la loro qualificazione e competenza nella specialità, o, a insindacabile giudizio del Consiglio Direttivo, non abbiano ancora maturato i titoli per essere Soci Effettivi o Ordinari.
    I Soci Aspiranti non hanno diritto di voto.
  4. Sono Soci Corrispondenti i medici stranieri noti per lavori e ricerche attinenti la chirurgia plastica estetica che collaborino all’attività scientifica della società, che facciano richiesta di associazione.
    I Soci Corrispondenti non hanno diritto di voto.
  5. Soci Onorari possono essere personalità che hanno apportato contributi scientifici di grande rilievo nel campo della chirurgia plastica estetica.
    I Soci Onorari non hanno diritto di voto.
  6. Soci specializzandi possono essere gli studenti delle scuole di specializzazione in Chirurgia Plastica che ne facciano richiesta.
    I Soci Specializzandi non hanno diritto di voto.
  7. Gli specialisti in discipline affini (Chirurgia Maxillo-Facciale, Otorinolaringoiatria, Chirurgia Oftalmica, Dermatologia, Chirurgia Generale,), che si occupano, nell’ambito della loro attività professionale, specificatamente solo di alcuni settori della chirurgia plastica estetica, e che hanno interesse ad associarsi ad AICPE, possono farne richiesta, e, se accettati, avranno la qualifica di Socio Aggregato AICPE.
    I Soci Aggregati non hanno diritto di voto.

Il candidato che intende divenire Socio AICPE dovrà essere presentato da due Soci ordinari o effettivi AICPE i quali si renderanno garanti della sua levatura scientifica, professionale e morale. Solo i candidati a Socio Specializzando non avranno bisogno di Soci presentatori. La domanda con il proprio curriculum dovrà essere presentata alla Segreteria, che ne darà comunicazione al Consiglio Direttivo. Quest’ultimo, valuterà la coerenza dei requisiti del candidato con i principi statutari, e i richiedenti verranno approvati ufficialmente alla prima Assemblea Ordinaria. Qualora in Assemblea ci fosse, da parte di uno o più soci, un parere contrario all’approvazione per specifiche e fondate ragioni, la domanda sarà rivalutata e una risposta definitiva sarà emessa dal Consiglio stesso entro e non oltre 60 giorni.

Articolo 4

Per essere ammessi all’Associazione il richiedente deve avere i seguenti requisiti:
1. essere cittadino italiano ovvero di uno Stato appartenente alla Comunità economica Europea (tranne che per i Soci Corrispondenti);
2. godere il pieno esercizio dei diritti civili;
3. essere in possesso dei titoli previsti all’art.3 del presente Statuto;
4. avere il domicilio professionale in Italia;
5. versare le quote di iscrizione nella misura deliberata annualmente dal consiglio direttivo;
6. non possono ottenere l’iscrizione all’associazione coloro che non rispondono ai requisiti morali ed etici previsti nel presente statuto e nel codice etico dell’associazione e che comunque potrebbero essere sottoposti a procedimento disciplinare nei casi stabiliti dall’articolo 9 del presente statuto.

Articolo 5

La domanda d’iscrizione all’Associazione deve essere indirizzata al Segretario, presentata al Consiglio Direttivo e deve essere corredata dai documenti comprovanti il possesso dei requisiti stabiliti dai precedenti art.3 e 4 e di quelli che il Consiglio Direttivo riterrà di richiedere al fine dell’iscrizione.
Accertata la sussistenza delle condizioni richieste, il Consiglio propone l’iscrizione all’Associazione all’Assemblea alla prima riunione ordinaria.
L’adesione all’associazione è a tempo indeterminato salvo comunicazione scritta di recesso da esercitare nei termini di cui al successivo art. 9.

Articolo 6

Tutti gli associati hanno diritto di partecipare alle attività e di usufruire dei servizi promossi od organizzati dall’Associazione.
Tutti gli associati sono obbligati ad osservare il presente Statuto, il Regolamento di attuazione dello Statuto qualora predisposto, il Codice Etico, il codice deontologico dell’Ordine dei Medici e le deliberazioni degli organi associativi.
Gli associati devono versare il contributo annuale d’iscrizione deliberato dal Consiglio Direttivo, entro il 28 febbraio di ciascun anno. Da tale data non possono più essere esercitati i diritti sociali da chi non ha provveduto al versamento; in caso di persistenza della morosità per ulteriori 30 giorni dalla diffida inviata dal Presidente su conforme delibera del Consiglio Direttivo, il rapporto di associazione si risolve, e l’associato cessa di far parte dell’Associazione.
La risoluzione del rapporto associativo non fa venir meno l’obbligo di corrispondere le quote associative pregresse non versate.

Articolo 7

L’associato può sempre recedere dall’Associazione.
Il recesso ha effetto dall’anno successivo all’invio della relativa comunicazione da inviare al Consiglio Direttivo mediante lettera raccomandata con avviso di ricevimento.
L’associato receduto volontariamente può essere riammesso successivamente alle condizioni di cui ai precedenti art.3 e 4, nonché con il versamento dei contributi pregressi qualora la riammissione avvenga entro quattro anni.

Articolo 8

L’esclusione dell’associato è pronunciata dall’Assemblea, su proposta del Consiglio Direttivo nei seguenti casi:

  1. quando è venuto a mancare uno dei requisiti previsti dagli art.3 e 4.
  2. quando l’iscritto trasferisce la sede della sua attività professionale all’estero, o quando si è reso irreperibile;
  3. quando sia in mora nei versamenti delle quote annuali, e non abbia provveduto al versamento ai sensi del precedente art. 6.

La delibera di esclusione ha effetto immediato. Può essere impugnata solo innanzi al Collegio dei Probi Viri.
L’iscritto escluso dall’Associazione, può esservi nuovamente ammesso, ad insindacabile giudizio del Consiglio Direttivo, qualora abbia dimostrato la cessazione dei fatti che hanno determinato la cancellazione ad eccezione delle ipotesi di cui agli artt. 13 e 14 del presente Statuto.
Per la nuova iscrizione sono applicabili le disposizioni dell’art.7.

Articolo 9

L’iscritto all’Associazione che si rende colpevole di abusi o mancanze nell’esercizio della sua professione, di violazione delle norme del codice etico, di quelle del presente statuto o del regolamento attuativo, o comunque di fatti non conformi alla dignità ed al decoro professionale, o sia stato condannato con sentenza penale per reati dolosi , è sottoposto a procedimento disciplinare.

Articolo 10

Le pene disciplinari, da applicarsi secondo la gravità dei casi, sono:

  • la censura scritta;
  • la sospensione;
  • la radiazione.

Articolo 11

La censura consiste in una dichiarazione di biasimo per la mancanza commessa. Essa è applicata nei casi di comportamenti inadempienti agli obblighi statutari o del codice etico, di non particolare gravità.

Articolo 12

Oltre i casi di sospensione dall’esercizio professionale, disposta a seguito di provvedimento dell’Autorità giudiziaria o dell’ordine dei medici a cui il socio e inscritto, comportano di diritto la sospensione dall’Associazione:

  1. la condanna per un reato doloso contro il patrimonio o la fede pubblica;
  2. l’emissione di un provvedimento cautelare quale il mandato o un ordine di cattura;
  3. in tutti i casi in cui si renda necessaria per salvaguardare, in via cautelare, la dignità ed il decoro dei Chirurghi Plastici Estetici in generale e della Associazione e degli associati in particolare.

La sospensione, in generale, ha la stessa durata del fatto che l’ha determinata. Ad essa può seguire il provvedimento definitivo di radiazione.
Per effetto della delibera di sospensione l’associato non può esercitare alcun diritto inerente la qualità di socio. Se membro di un organo dell’associazione, decade con effetto immediato.
Il Collegio dei Probi Viri, può sospendere in via cautelare, su ricorso dell’interessato, la delibera di decadenza dall’organo di appartenenza, qualora la sospensione sia stata disposta per un periodo inferiore a tre mesi.

Articolo 13

Comportano la radiazione di diritto: la condanna in sede penale con sentenza passata in giudicato per fatti dolosi anche estranei all’esercizio dell’attività professionale; l’interdizione dall’esercizio della professione per un periodo superiore ad un anno.
La radiazione nei casi previsti dal presente articolo è dichiarata dall’assemblea, su proposta vincolante del Consiglio Direttivo.

Articolo 14

La radiazione è pronunciata dall’Assemblea contro l’iscritto all’Associazione che abbia con la sua condotta compromesso gravemente la reputazione e la dignità della professione; abbia gravemente violato le norme del codice etico, abbia tenuto comportamenti contrari agli interessi dell’associazione, in particolare qualora abbia svolto di attività pregiudizievoli agli interessi sociali; abbia omesso di dare puntuale attuazione alle delibere degli organi della stessa.

Articolo 15

Nessuna sanzione disciplinare può essere inflitta senza che l’interessato sia stato invitato a comparire dinanzi al Consiglio Direttivo per essere sentito sui fatti contestati.

Articolo 16

Le deliberazioni disciplinari di particolare gravità possono essere notificate entro trenta giorni all’interessato e all’Ordine dei Medici competente su delibera del consiglio direttivo e possono essere impugnante entro 30 giorni dalla comunicazione, dall’interessato al Collegio dei Probi Viri.

Articolo 17

L’iscritto radiato dall’Associazione può esservi riammesso purché siano trascorsi almeno quattro anni dal provvedimento di radiazione e, se questo fu emesso a seguito di condanna penale, sia intervenuta la riabilitazione. In ogni caso deve risultare che il radiato ha tenuto, dopo la radiazione, irreprensibile condotta.

Articolo 18

L’azione disciplinare si prescrive in tre anni.

Articolo 19

Con la sospensione e la radiazione nessun diritto spetta al radiato o all’escluso sul patrimonio dell’associazione, ovvero a rimborsi di quote o altro.

Articolo 20

Organi dell’Associazione sono: l’Assemblea, il Consiglio Direttivo ed il Collegio dei Probiviri.

Articolo 21

L’Assemblea:
1. approva il bilancio consuntivo e quello preventivo;
2. elegge il Presidente, il Vice-Presidente, i Consiglieri, il Segretario, il Tesoriere ed i Probiviri;
3. approva l’ammissione dei nuovi Soci su proposta del Consiglio Direttivo;
4. delibera sull’esclusione dei Soci, su proposta del Consiglio Direttivo;
5. delibera sugli indirizzi e sulle direttive generali dell’Associazione per il perseguimento dell’oggetto sociale;
6. stabilisce, su proposta del Consiglio Direttivo, l’importo della quota associativa annuale;
7. delibera sullo scioglimento dell’Associazione e devoluzione del patrimonio;
8. delibera sulle modifiche dello Statuto, del Codice Etico e su ogni altro argomento proposto dal Consiglio Direttivo o da un quinto dei Soci Effettivi;
9. delibera sul Regolamento Attuativo.

Articolo 22

L’Assemblea Ordinaria dei Soci è convocata dal Presidente (o, in sua assenza, dal Vice-Presidente designato) almeno una volta l’anno, per approvare il bilancio preventivo e consuntivo. All’Assemblea Ordinaria possono partecipare solo i Soci Ordinari ed Effettivi in regola con il pagamento delle quote annuali.
L’Assemblea Ordinaria è validamente costituita in doppia convocazione, con la presenza del 50% dei Soci ordinari ed Effettivi, in prima convocazione, e con la presenza di 1/5 dei Soci Ordinari ed Effettivi, in seconda convocazione.
L’avviso di convocazione, da farsi a mezzo lettera trasmessa a mezzo posta o telefax o posta elettronica, deve contenere l’indicazione del luogo, del giorno e dell’ora nonché degli argomenti posti all’ordine del giorno. L’avviso di convocazione deve essere spedito almeno 15 giorni prima, salvo casi di urgenza nei quali dovrà essere diramato per telefax o posta elettronica, almeno 5 giorni prima.Le deliberazioni sono prese a maggioranza dei voti dei presenti.
L’Assemblea Straordinaria viene convocata su iniziativa del Consiglio Direttivo o su richiesta scritta motivata di 1/5 dei Soci Ordinari ed Effettivi, per l’adozione di modifiche allo Statuto o della liquidazione dell’Associazione. L’Assemblea straordinaria è validamente costituita con la presenza del 50% dei Soci Ordinari ed Effettivi, e delibera a maggioranza di voti dei presenti. All’Assemblea Straordinaria partecipano solo i Soci Ordinari ed Effettivi in regola con il pagamento delle quote annuali. Il Socio Ordinario o Effettivo può farsi rappresentare in Assemblea Ordinaria e Straordinaria e la delega può essere conferita unicamente ad un altro Socio Ordinario o Effettivo; ciascun Socio non può rappresentare più di un Socio. La presidenza dell’Assemblea Ordinaria e Straordinaria è assunta dal Presidente in carica o, in caso di sua assenza ovvero impedimento dal Vice Presidente. Segretario dell’Assemblea è il Segretario dell’Associazione. Per lo scioglimento dell’Associazione è necessario il voto favorevole di almeno 2/3 dei Soci Effettivi.Le deliberazioni concernenti l’espulsione dei Soci sono adottate a scrutinio segreto; in tal caso scrutatori sono tre Soci.

Articolo 23

Il Presidente dura in carica due anni e non è immediatamente rieleggibile. Ha tutti i poteri di rappresentanza dell’Associazione e presiede l’Assemblea ed il Consiglio Direttivo.
Il Presidente in carica convoca l’Assemblea e il Consiglio Direttivo e cura l’attuazione delle deliberazioni dell’Assemblea e del Consiglio Direttivo. Può proporre al Consiglio Direttivo incarichi specifici a singoli Consiglieri o l’attribuzione di deleghe per il compimento dei singoli atti, che deve approvare.
Il Presidente è il rappresentante legale dell’Associazione, ed è l’unico che può parlare in nome dell’Associazione stessa.
In sua vece può delegare e/o autorizzare i membri del Consiglio Direttivo che ne facciano richiesta, a rappresentare e/o a parlare in nome dell’Associazione.

Articolo 24

Il Vice-presidente dura in carica due anni e non è immediatamente rieleggibile.
Coadiuva il Presidente nella sua azione, e lo sostituisce nelle funzioni in sua assenza.
Il suo voto è decisivo in caso di parità, solo in assenza del Presidente.

Articolo 25

Il Consiglio Direttivo ha potere di ordinaria e straordinaria amministrazione.
Il Consiglio Direttivo è formato dal Presidente, dal Vice-Presidente, dal Segretario, dal Tesoriere e da cinque Consiglieri. L’elezione dei Consiglieri avviene nel corso dell’Assemblea; sono eletti i Soci Ordinari e Effettivi AICPE che riportano il maggior numero dei voti; in caso di dimissioni subentra il primo dei non eletti. I Consiglieri durano in carica due anni e sono immediatamente rieleggibili una volta.
Il Consiglio Direttivo deve essere convocato dal Presidente in carica almeno quattro volte l’anno.
Il Consiglio Direttivo può decidere di riunirsi anche in teleconferenza o utilizzando altri sistemi telematici.
In tal caso occorre che sia consentito al Presidente della riunione di accertare l’identità degli intervenuti, di regolare lo svolgimento della riunione, di constatare e proclamare i risultati delle votazioni; che sia consentito al soggetto verbalizzante di percepire adeguatamente gli eventi della riunione; che sia consentito agli intervenuti, di partecipare alla discussione e alla votazione, sugli argomenti all’Ordine del Giorno, nonché di visionare, ricevere o trasmettere documenti.
Verificandosi tali presupposti, la riunione del Consiglio Direttivo si ritiene svolta nel luogo ove è presente il Presidente.
Le deliberazioni del Consiglio Direttivo sono valide con la presenza (fisica o per via telematica) di almeno 5 membri.
Il Consiglio Direttivo delibera a maggioranza dei presenti.
In caso di parità nelle votazioni il voto del Presidente è decisivo.

Articolo 26

Il Consiglio Direttivo:
Il Consiglio Direttivo ha potere di ordinaria e straordinaria amministrazione
1. promuove lo sviluppo dell’Associazione;
2. promuove lo svolgimento dei Congressi, nonché di Riunioni, Simposi ed altri Convegni;
3. valuta l’opportunità di rilasciare il patrocinio per iniziative scientifiche promosse dagli associati o da altre Società Scientifiche;
4. redige e presenta all’Assemblea dei Soci per l’approvazione il bilancio annuale consuntivo e preventivo dell’associazione stessa nonché la relazione sullo sviluppo scientifico e sulla situazione economica dell’Associazione;
5. dà esecuzione alle deliberazioni dell’Assemblea dei Soci;
6. interviene, su concorde richiesta delle parti, per prevenire le controversie tra gli associati in relazione all’esercizio professionale;
7. predispone il regolamento dell’associazione ed il codice etico, da sottoporre all’approvazione dell’assemblea;
8. autorizza i membri dell’Associazione a riunirsi in gruppi di studio patrocinati dall’Associazione per l’approfondimento della specialità e controlla lo svolgimento della relativa attività di ricerca;
9. tutela il prestigio dell’Associazione in ogni sede, vigila sul comportamento deontologico dei Soci, in particolare per quanto attiene alla pubblicità sanitaria che deve essere espletata con decoro e con dignità adeguate alla professione medica;
10. effettua attività sindacale e propone azioni legali e campagne stampa sui media a tutela dell’Associazione e dei suoi Associati;
11. propone all’Assemblea le seguenti sanzioni a carico dei Soci contravventori:

  1. censura scritta;
  2. sospensione temporanea;
  3. espulsione

Articolo 27

Il Tesoriere viene eletto dall’Assemblea ordinaria a maggioranza. Risulta eletto il Socio Ordinario o Effettivo che riporta il maggior numero di voti. Il Tesoriere dura in carica due anni ed è immediatamente rieleggibile una sola volta.
Il Tesoriere:
1. custodisce tutte le pratiche di carattere economico, giuridico e scientifico riguardanti la Società;
2. provvede, di concerto con il Consiglio Direttivo, all’amministrazione del patrimonio sociale ed alla predisposizione del bilancio consuntivo e quello preventivo.Qualora, per qualsiasi motivo, si renda vacante la carica di Tesoriere, il Segretario assume ad interim i relativi poteri fino alla data di convocazione dell’Assemblea.

Articolo 28

Il Segretario è eletto dall’Assemblea ordinaria a maggioranza. E’ eletto il Socio Ordinario o Effettivo che riporta il maggior numero di voti. Il Segretario dura in carica due anni ed è immediatamente rieleggibile una sola volta.

Il Segretario:
1. coadiuva il Presidente nell’organizzazione dell’attività dell’Associazione, provvede a redigere i verbali delle riunioni del Consiglio Direttivo e i verbali dell’Assemblea, tiene la corrispondenza ordinaria;
2. è il Segretario dell’Assemblea ordinaria e dell’Assemblea straordinaria.

Qualora per qualsiasi motivo, si renda vacante la carica di Segretario, il Tesoriere assume ad interim i relativi poteri fino alla data di convocazione dell’assemblea.

Articolo 29

Il Collegio dei Probi Viri è un organo terzo rispetto alle altre componenti direttive dell’Associazione.
Il Collegio dei Probiviri è composto da tre Soci Ordinari o Effettivi eletti dall’Assemblea. Essi durano in carica due anni e sono immediatamente rieleggibili una sola volta. Il Collegio su richiesta di qualunque associato e/o su invito del Consiglio Direttivo o se viene a conoscenza di situazioni di propria competenza decide ogni controversia tra i Soci, e tra i soci e gli Organi dell’Associazione e su quanto attiene all’osservanza del codice etico dell’associazione.
Il Collegio dei Probiviri appena eletto sceglie il proprio Coordinatore.
Il Coordinatore dei Probiviri o eventualmente il Collegio, su invito del Presidente, partecipa, senza diritto di voto, alle sedute del Consiglio Direttivo. Se impedito, delega un altro Proboviro.
In occasione delle riunioni del Consiglio Direttivo, sono consegnate dal Segretario al Coordinatore dei Probiviri i fascicoli relativi ai contenziosi ed ai casi di natura disciplinare che si sono evidenziati negli ultimi tempi.
Il coordinatore dei Probiviri sottoporrà i fascicoli agli altri probiviri, organizzerà le udienze dei Soci interessati e fornirà al successivo Consiglio Direttivo le conclusioni dell’istruttoria, proponendo contestualmente le sanzioni concordate con gli altri Probiviri.
Il Collegio, in accordo con il Consiglio Direttivo e su mandato dell’Assemblea, potrà comunicare le conclusioni dell’istruttoria e/o le eventuali sanzioni al Consiglio dell’Ordine dei medici competente per territorio di appartenenza dei Soci interessati.

Articolo 30

L’esercizio finanziario si chiude al 31 luglio di ogni anno. Alla fine di ogni esercizio, il Consiglio Direttivo procederà alla redazione del bilancio da presentare per l’approvazione, unitamente al programma dell’attività per il nuovo esercizio, e al preventivo delle spese, all’Assemblea, da convocarsi entro e non oltre 120 giorni dalla chiusura dell’esercizio.

Articolo 31

Il Patrimonio sociale è costituito da:

  1. i beni mobili ed immobili di proprietà dell’Associazione;
  2. eventuali lasciti e donazioni esplicitamente destinate ad incremento del patrimonio;
  3. eventuali residui attivi di precedenti esercizi esplicitamente destinati al patrimonio.

Articolo 32

La Società provvede al finanziamento della propria attività:
1. con le quote pagate dai Soci nella misura stabilita dall’Assemblea;
2. con i contributi dei sostenitori;
3. con le rendite del patrimonio;
4. con eventuali contributi di terzi.

Articolo 33

La Società persegue programma di aggiornamento professionale, di formazione permanente nei confronti degli associati con eventi di attività formativa ECM (Educazione Continua in Medi.
A tal fine mette in atto tutti i mezzi necessari per verificare il tipo e la qualità delle attività svolte.
Le attività ECM sono finanziate attraverso l’autofinanziamento, i contributi degli associati e/o enti pubblici e privati, ivi compresi contributi delle industrie farmaceutiche e di dispositivi medici, nel rispetto dei criteri e dei limiti stabiliti dalla Commissione nazionale per la formazione continua.

Articolo 34

I Soci decadono dopo un anno per morosità nel pagamento delle quote sociali o in seguito a dimissioni presentate con richiesta scritta al Consiglio Direttivo.

Articolo 35

Il logo della AICPE
L’uso del nome AICPE e/o del Logo su carta da lettera, biglietti da visita, pubblicazioni, simposi, convegni o altro materiale stampato, o su Internet è consentito esclusivamente ai Soci Effettivi e Onorari.
Il Consiglio direttivo emanerà un apposito regolamento per l’utilizzo del logo
L’uso da parte delle altre categorie di soci comporta l’ammonizione del Socio con lettera ufficiale da parte dei Probiviri e la successiva espulsione in caso di recidiva della violazione.

Articolo 36

In caso di scioglimento della Società i beni residui, dopo il compimento della liquidazione, sono devoluti, su decisione dell’Assemblea, ad altre iniziative con finalità analoghe e comunque nel rispetto delle norme vigenti in materia.

  1. Il Socio è tenuto al rispetto del Codice Deontologico Nazionale così come pubblicato dalla Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri (FNOMCeO) e dal codice etico, come da Regolamento attuativo.
  2. Il comportamento del Chirurgo Plastico Estetico anche al di fuori dell’esercizio della professione, deve essere consono al decoro e alla dignità della stessa, in armonia con i principi di solidarietà, umanità e impegno civile che la ispirano.
  3. Il Chirurgo Plastico Estetico è tenuto a prestare la massima collaborazione e disponibilità nei rapporti con il proprio Ordine professionale.
  4. Il medico è tenuto alla conoscenza delle norme del presente Codice, la ignoranza del quale, non lo esime dalla responsabilità disciplinare.
  5. Il Chirurgo Plastico Estetico iscritto all’AICPE svolge la propria attività professionale con impegno, diligenza e serietà, senza discriminazione alcuna, obbedendo alla legge universale della solidarietà umana e sociale oltre che alle norme vigenti interne e comunitarie.
  6. Adempie al suo dovere professionale con scienza e coscienza. Deve osservare e far rispettare le leggi ed i regolamenti, respingendo ogni influenza estranea alla dignità della sua funzione, e deve osservare il segreto professionale, sempre che ciò non pregiudichi la sua moralità, non arrechi danno a terzi e non intralci il corso della giustizia.
  7. Nell’esercizio della professione deve mantenere con chiunque rapporti improntati all’esatto adempimento dei propri doveri e alla dignitosa tutela dei propri diritti.
  8. Il ricorso a pratiche non convenzionali non può prescindere dal rispetto del decoro e della dignità della professione e si esprime nell'esclusivo ambito della diretta e non delegabile responsabilità professionale del Chirurgo Plastico Estetico. Il ricorso a pratiche non convenzionali non deve comunque sottrarre il paziente a trattamenti specifici e scientificamente consolidati e richiede sempre circostanziata informazione e acquisizione del consenso.
  9. E’ vietato al Chirurgo Plastico Estetico di collaborare a qualsiasi titolo o di favorire l’esercizio di terzi non medici nel settore delle cosiddette pratiche non convenzionali.
  10. Deve evitare ogni forma ed atteggiamento di concorrenza sleale e mantenere rapporti di cordiale e leale intesa con i suoi colleghi e con gli altri operatori sanitari e sociali, ispirandosi al reciproco rispetto che il principio etico-sociale richiede.
  11. Nell’attività medico-legale deve evitare ogni forma di consulenza scorretta che possa rappresentare un danno ingiusto a carico di altri soci, pena il deferimento al Collegio dei Probi Viri. La consulenza d’ufficio o di parte deve tendere unicamente a interpretare le evidenze scientifiche disponibili pur nell’ottica dei patrocinati nel rispetto della oggettività e della dialettica scientifica nonché della prudenza nella valutazione relativa alla condotta dei soggetti coinvolti.L’espletamento di prestazioni medico-legali non conformi a queste disposizioni costituisce, oltre che illecito sanzionato da norme di legge, una condotta lesiva del decoro professionale, e quindi potenzialmente sanzionabile, previo deferimento al Collegio dei Probi Viri.
  12. Nell'esercizio libero professionale, fermo restando il principio dell’intesa diretta tra medico e paziente e nel rispetto del decoro professionale, l’onorario deve essere commisurato alla difficoltà, alla complessità e alla qualità della prestazione, tenendo conto delle competenze e dei mezzi impegnati. Il Chirurgo Plastico Estetico è tenuto a far conoscere il suo onorario preventivamente al Paziente. La corresponsione dei compensi per le prestazioni professionali non deve essere subordinata ai risultati delle prestazioni medesime.
  13. Il medico può, in particolari circostanze, prestare gratuitamente la sua opera purché tale comportamento non venga pubblicizzato e costituisca, di conseguenza, concorrenza sleale o illecito accaparramento di clientela.
  14. Non deve esercitare attività incompatibili con la sua professione che possano comunque ledere la dignità personale e della categoria cui appartiene.
  15. Deve sentire il dovere di aggiornare e perfezionare le proprie cognizioni professionali, per meglio operare e per elevare il proprio prestigio professionale.
  16. La pubblicità dell’informazione in materia sanitaria, fornita da singoli o da strutture sanitarie, non può prescindere, nelle forme e nei contenuti, da principi di correttezza informativa, responsabilità e decoro professionale.
  17. La pubblicità promozionale e comparativa è vietata.
  18. Per consentire ai pazienti una scelta libera e consapevole tra strutture, servizi e professionisti è indispensabile che l’informazione, con qualsiasi mezzo diffusa, non sia arbitraria e discrezionale, ma obiettiva, veritiera, corredata da dati oggettivi e controllabili e verificata dall’Ordine competente per territorio.
  19. Il Chirurgo Plastico Estetico che partecipa, collabora od offre patrocinio o testimonianza alla informazione sanitaria non deve mai venir meno a principi di rigore scientifico, di onestà intellettuale e di prudenza, escludendo qualsiasi forma anche indiretta di pubblicità commerciale personale o a favore di altri.
  20. Il Chirurgo Plastico Estetico non deve divulgare notizie su avanzamenti nella ricerca biomedica e su innovazioni in campo sanitario, non ancora validate e accreditate dal punto di vista scientifico in particolare se tali da alimentare infondate attese e speranze illusorie.

Il Chirurgo Plastico Estetico non deve partecipare in nessuna veste ad imprese industriali, commerciali o di altra natura che ne condizionino la dignità e l'indipendenza professionale e non deve stabilire accordi diretti o indiretti con altre professioni sanitarie che svolgano attività o effettuino iniziative di tipo industriale o commerciale inerenti l'esercizio professionale.

TORNA SU