[Intervistatore]: Buongiorno Dottor Muti e grazie di essere qui con noi oggi. Una domanda che le poniamo è: quanto è importante e come si può mantenere la maggior naturalezza possibile quando si parla di lifting del volto?
Dottor Muti: Buongiorno a tutti. Parlando di lifting del volto, tante volte il pensiero va a un risultato innaturale. Ci confrontiamo con i cambiamenti, a volte drastici, di tanti personaggi pubblici e i pazienti sviluppano il timore di affrontare un intervento che può dare esiti così diversi.
Come in tutta la chirurgia, il risultato dipende da ciò che vogliamo ottenere. È legato all’età in cui si affronta l’intervento, al desiderio del paziente e, naturalmente, alle indicazioni del chirurgo. È come per le protesi mammarie: si possono scegliere piccolissime o gigantesche.
Iniziare Prima: Il Lifting come Mantenimento
Quando si approccia la chirurgia in età più giovane, già verso i cinquant’anni, l’obiettivo è veramente quello di rinfrescare il viso, e il risultato è francamente molto naturale.
Pazienti tra i 50 e i 55 anni che notano un inizio di lassità, magari non più gestibile con filler o tossina botulinica, possono optare per un lifting del volto meno invasivo. Le correzioni da fare sono più piccole e il risultato è eccezionale: il paziente appare naturale, giovane, e le persone intorno non capiscono cosa sia successo. Notano solo che ha un aspetto “bello riposato e bello fresco”, senza percepire un cambiamento radicale.
Questo approccio si basa su una situazione di partenza con piccole lassità. Sono chirurgie che possono essere ripetute ogni 8-9 anni, permettendo di mantenere un aspetto costante e curato tra i 50 e i 70 anni.
L’Intervento Tardivo: Un Cambiamento “Epocale”
Al contrario, approcciare un lifting su una paziente di 65-70 anni con un fotoinvecchiamento marcato, elastosi e lassità importanti come il cosiddetto “collo da tacchino”, porta a un cambiamento che definirei epocale.
In questo caso, sebbene l’obiettivo sia sempre quello di rinfrescare il viso, la trasformazione è talmente significativa che il risultato può essere percepito come innaturale, proprio per la vastità del cambiamento.
[Intervistatore]: Quindi, iniziare prima significa ottenere un risultato migliore e più naturale nel tempo?
Dottor Muti: Assolutamente sì. E con un tempo di recupero post-operatorio nettamente più veloce rispetto a un lifting tradizionale completo.
Non Esiste una Tecnica Unica: La Sartorialità dell’Intervento
Per quanto riguarda le tecniche, ce ne sono tante. Anche la chirurgia, a volte, segue le mode e spesso si ripropongono tecniche del passato come se fossero nuove.
La verità è che non tutti i pazienti necessitano dello stesso approccio. Il chirurgo deve saper discernere, a seconda delle indicazioni e della situazione anatomica del paziente, quale tecnica usare. Non esiste una singola soluzione valida per tutti: né una tecnica verticale, né una di deep plane, né una smasectomia o una plicatura dello SMAS. Bisogna padroneggiare diverse tecniche e decidere quale utilizzare su misura per quel paziente.
[Intervistatore]: Perfetto, grazie mille Dottore. Buon lavoro.

